Venti locali, ventidue appuntamenti a tavola e una data di chiusura, il 13 dicembre 2026: la Tremezzina Gastronomica occupa tutto l'autunno del centro lago, a partire dal 3 ottobre. Non è una sagra con gli stand in piazza, ma una rassegna in cui ristoranti, alberghi, trattorie e perfino una villa del FAI mettono in carta menù fissi costruiti attorno al lago: missoltino, pesce persico, lavarello, polenta, funghi e castagne. La rassegna esiste da più di mezzo secolo ed è proposta dal Comune di Tremezzina insieme all'Associazione Turistica Tremezzina e alla Delegazione Lariana dell'Accademia Italiana della Cucina. Le prime date sono già passate, ma il calendario è lungo e il grosso delle cene deve ancora arrivare. Quali menù valgono il viaggio? Quanto si spende, da 30 a 120 euro a persona? Qui sotto trovi i piatti e gli appuntamenti ancora davanti a te, serata per serata.
Foto: Maurizio Moro5153 / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
Cos'è la Tremezzina Gastronomica 2026 e chi la organizza?
È un contenitore di menù. Per oltre due mesi i locali del centro lago, sul ramo occidentale del Lario, propongono piatti dedicati alla cucina del territorio, tra ricette della tradizione e interpretazioni contemporanee. Tra le tante sagre di ottobre e novembre è la più diversa: niente banchi, ma tavole apparecchiate in ristoranti, trattorie, alberghi e in un bistrot dentro una villa.
Nata per promuovere la cucina del centro lago, la rassegna negli anni si è allargata oltre i confini della Tremezzina, seguendo le richieste del mercato, per accontentare palati e tasche diversi. Lo si vede dai prezzi, che vanno da 30 a 120 euro. Lo scopo originario è rimasto lo stesso: ritrovarsi ai primi freddi attorno a un tavolo, con amici e concittadini, a onorare i piatti e i prodotti che raccontano la storia del posto.
Il Comune e l'Associazione Turistica Tremezzina la propongono insieme alla Delegazione Lariana dell'Accademia Italiana della Cucina, che le dà il patrocinio. Nel suo intervento l'Accademia richiama il riconoscimento UNESCO alla cucina italiana come patrimonio dell'umanità. Un'edizione speciale coinvolge anche gli studenti dell'Istituto «Ezio Vanoni», protagonisti di una cena il 20 novembre.
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Cosa si mangia: missoltino, persico, polenta, funghi e castagne
Il filo rosso è il lago. Il missoltino, che il programma definisce agone essiccato tipico della Tremezzina, ritorna nei menù di cinque locali. All'Antica Trattoria del Risorgimento arriva con polenta morbida e una piccola insalata. All'Hotel Bazzoni insaporisce il fumetto dei tortelli di polenta e zincarlin. Al Belle Ile diventa bagna cauda per lo spaghettone. Al San Giorgio condiva i tagliolini del weekend del 17 e 18 ottobre. Alla Locanda il Grifo, dal 4 al 12 dicembre, entra in ogni piatto.
Secondo la scheda dei prodotti agroalimentari tradizionali della Regione Lombardia, il missoltino è una conserva di pesce salata ed essiccata: pesce eviscerato e aperto, lungo 20-25 centimetri, di un grigio lucente. Una delle leggende sul nome parla di una turista svedese di fine Ottocento, Miss Holdin, che avrebbe insegnato ai pescatori la tecnica. Resta una leggenda, ma si racconta volentieri.
Poi ci sono il lavarello, più noto come coregone, che la stessa scheda indica fra i simboli della pesca sul lago di Como, soprattutto a Lenno, e il pesce persico. Il lavarello compare croccante con agrumi, pinoli e uvetta al Belle Ile e nei ravioli della cena a Villa del Balbianello. Il persico fa da protagonista nel risotto con salvia dell'Antica Trattoria. Il locale richiama la ricetta originale del Leon d'Oro di Pusiano e scrive che così, probabilmente, lo assaggiò Stendhal nel 1818. All'Osteria al Vecchio Bacucco il persico è in polpettine e nel risotto mantecato.
Sul fronte terra, la polenta uncia sta nel menù della Trattoria Rana del 20 novembre e fa da ripieno ai ravioli della Fagurida. I funghi porcini e finferli sono nelle scaloppine del Ristorante Lago. Le castagne si trovano nella crema che accompagna l'uovo 64° del Giglio, nei ravioli della cena con gli studenti del Vanoni e nel Mont Blanc di Villa Carlotta.
Per il dolce, la protagonista è la miascia. La scheda regionale la colloca nell'Alto Lario occidentale e la descrive come un dolce povero, nato per riutilizzare gli avanzi con pane raffermo, frutta, latte e uova. In rassegna la trovi in versione contemporanea all'Hotel Bazzoni, tiepida al cioccolato alla Fagurida e con il gelato al Boeucc.
Quali menù restano in calendario da fine ottobre a dicembre?
Le prime date sono ormai alle spalle: il weekend di apertura al Rifugio Boffalora (3 e 4 ottobre), l'inaugurazione al San Giorgio del 16 ottobre e le cene del 17 e 18 ottobre. Ecco cosa resta, con i prezzi indicati nel programma. Prima i menù che durano più settimane:
- Antica Trattoria del Risorgimento (Mezzegra): fino al 22 novembre, 45 € bevande escluse.
- Albergo Lenno – Ristorante Giglio (Lenno): fino al 19 novembre, 45 € bevande escluse, gradita la prenotazione.
- Ristorante La Darsena (Tremezzo): per tutta la durata della rassegna, 60 € bevande escluse, consigliato prenotare.
- Osteria al Vecchio Bacucco (Ossuccio): venerdì, sabato e domenica fino a fine novembre, 50 € con coperto, acqua e caffè, per minimo due persone.
- Ristorante Belle Ile (Griante): fino al 1° novembre, 50 € bevande escluse, consigliato prenotare.
- Hotel Bazzoni et du Lac, ristorante n. 26 (Tremezzo): aperto fino al 31 ottobre, 60 € bevande escluse, prenotazione richiesta.
Poi le serate singole, in ordine di data:
- Venerdì 23 ottobre, Roteo – MUSA (Sala Comacina): sei portate di lago, dal salmerino all'anguilla, al «bianco della Grigna» di latte di capra. 120 € bevande escluse, consigliato prenotare.
- Giovedì 29 ottobre, 5 e 12 novembre, Il Ranch (Lenno): un menù che esce dal lago con baccalà alla napoletana e cannolo siciliano. 35 € con acqua, caffè e una bottiglia di vino ogni due persone, gradita la prenotazione.
- Sabato 31 ottobre, ore 20:00, Hotel Lario (Mezzegra): cappellacci di stracotto d'asino e brasato. 50 € con vino, acqua e caffè, gradita la prenotazione.
- Venerdì 6 novembre, ore 20, Trattoria Rana (Tremezzo): «La cucina della mamma Pierlena», con polenta e brasato. 30 € bevande escluse. Si replica il 20 novembre con polenta uncia e coniglio, 35 €.
- 6 e 7 novembre, Hotel Ristorante al Rusall (Tremezzo): menù scritto in dialetto, dall'«antipast nustran» alla miascia. 50 €, consigliato prenotare.
- Sabato 7 novembre, Villa del Balbianello (Lenno): cena con ravioli di lavarello, ritrovo alle 18:45 e partenza alle 19:00 solo via lago da Lenno (traghetto compreso nel prezzo). 90 € per iscritti FAI e residenti in Tremezzina, 110 € intero, con ingresso al giardino e visita guidata. Prenotazione necessaria: si fa solo con almeno 30 partecipanti.
- 13, 14 e 15 novembre dalle 19:30, Bistrot Villa Carlotta (Tremezzina): «Autunno in serra», con pigo mantecato su polenta. 55 € con acqua e caffè, gradita la prenotazione.
- 13, 14 e 15 novembre, Wine Note da Kita (Lenno): giornate del bollito misto. 38 €, gradita la prenotazione entro il 12 novembre.
- Venerdì 20 novembre, ore 20:00, Albergo Lenno con gli studenti dell'Istituto «Ezio Vanoni»: «A cena con uno sguardo al futuro». 55 € con vino, acqua e caffè, gradita la prenotazione.
- 20 e 27 novembre, La Fagurida (Tremezzo): 50 €, gradita la prenotazione.
- 20 e 21 novembre a cena, 22 novembre a pranzo, Boeucc (Tremezzina): sciatt, taroz, pizzoccheri e miascia. 50 €.
- Dal 4 al 12 dicembre, Locanda il Grifo (Lenno): tutto in chiave missoltino, 45 € bevande escluse.
- Dal 5 al 12 dicembre, Ristorante Lago (Lenno): menù di terra o di pesce, 55 € con prosecco di benvenuto, acque e caffè, vini esclusi, gradita la prenotazione.
Il 20 novembre è la serata più affollata: quattro locali propongono un menù dedicato nello stesso venerdì. Chi cerca una cena a tema lombardo e lacustre troverà il Ranch un'eccezione: è l'unico menù che guarda a Napoli e alla Sicilia, e va scelto sapendolo.
| Date | Dal 3 ottobre al 13 dicembre 2026, con date diverse per ogni locale |
| Prezzi | Da 30 a 120 € a persona secondo il menù; molti fra 45 e 60 € |
| Ingresso | La rassegna non prevede un biglietto: si paga il menù del locale scelto |
| Prenotazione | Direttamente presso il locale; informazioni all'Infopoint Tremezzina, tel. 0344 40493 |
| Come arrivare | A circa 77-80 km da Milano, 1h17-1h24 in auto; centro lago, ramo occidentale del Lario |
In sintesi
Tremezzina Gastronomica 2026: dal 3 ottobre al 13 dicembre, menù di cucina del lago in 20 locali tra Lenno, Mezzegra, Ossuccio, Tremezzo, Griante e Sala Comacina. Prezzi da 30 a 120 €, nessun biglietto d'ingresso, prenotazione direttamente presso il locale scelto.
Il programma completo è sul sito ufficiale della rassegna.
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Come si arriva in Tremezzina da Milano e dove si trovano i locali?
La Tremezzina sta sul ramo occidentale del Lario, a circa 77-80 chilometri da Milano: in auto servono tra un'ora e un quarto e un'ora e venticinque. I locali della rassegna sono distribuiti tra Lenno, Mezzegra, Ossuccio, Tremezzo, Griante e Sala Comacina. Via e telefono di ciascuno sono nel programma ufficiale.
Un caso a parte è la cena a Villa del Balbianello: si arriva e si riparte solo via lago da Lenno, con il passaggio compreso nel prezzo, e il ritrovo è alle 18:45. Per tutti gli altri menù si va come a una normale cena al ristorante, scegliendo il locale e la data.
Per chiedere informazioni sulla rassegna puoi scrivere all'Associazione Turistica Tremezzina (attremezzina@gmail.com) o telefonare all'Infopoint Tremezzina, 0344 40493.
Cosa fare intorno alla rassegna sul Lago di Como?
Se il missoltino ti ha incuriosito, qui trovi il nostro racconto della sagra del missoltino a Mezzegra, località che è anche sede di due menù della rassegna. Per restare in tema di polenta uncia, c'è il viaggio goloso tra leggende e polenta uncia a Barni.
Se vuoi camminare prima o dopo cena, la nostra guida alla Greenway del Lago di Como è un buon punto di partenza per organizzare la giornata.
Quanto costa la Tremezzina Gastronomica 2026?
I menù vanno da 30 a 120 € a persona, con molti fra 45 e 60 €. La rassegna non ha un biglietto d'ingresso: si paga il menù del locale scelto, in alcuni casi con bevande incluse e in altri no.
Come si prenota?
Direttamente presso il locale, ai recapiti indicati nel programma. Per alcune cene la prenotazione è gradita o consigliata, per l'Hotel Bazzoni è richiesta e per Villa del Balbianello è necessaria.
Quando finisce la rassegna e cosa si mangia a dicembre?
La Tremezzina Gastronomica 2026 chiude il 13 dicembre. Nei menù di dicembre, dal 4 al 12, ci sono il missoltino della Locanda il Grifo e il menù di terra o di pesce del Ristorante Lago.
Ci sono altre sagre nel Comasco questo weekend?
Sì: gli appuntamenti provincia per provincia sono nella pagina delle sagre e dei mercatini vicino a te, sempre aggiornata.
Perché una cena della Tremezzina Gastronomica vale una serata sul lago
La rassegna non ha la festa di piazza, ma ha una cosa che le sagre raramente offrono: la possibilità di scegliere, tra una trattoria di paese e il ristorante di una villa, il menù più adatto alla serata e al budget. Il lago è nel piatto con il missoltino, il persico e il lavarello; la montagna con la polenta e i funghi; l'autunno con le castagne e la miascia. Con 20 locali e dieci settimane di calendario è difficile non trovare la propria tavola. Per altre idee a tavola in zona, scorri la nostra selezione di sagre e mercatini in provincia di Como e in tutta la Lombardia.
Trasparenza sulle fonti. Weekendidea è un blog indipendente: non siamo gli organizzatori di questa manifestazione e non gestiamo prenotazioni, biglietti o informazioni ufficiali. Le informazioni di questa pagina sono raccolte da fonti pubbliche e possono cambiare: fanno fede sempre le comunicazioni degli organizzatori.
Fonti consultate: comunicato e programma della rassegna, Associazione Turistica Tremezzina, Comune di Tremezzina, scheda dei prodotti agroalimentari tradizionali della Regione Lombardia. Pagina aggiornata al 23 ottobre 2026. Segnalazioni e correzioni sono benvenute tramite la pagina contatti.
A cura di Weekendidea