C'è un posto in provincia di Sondrio dove l'acqua cade da così in alto che Leonardo da Vinci si fermò ad osservarla e si prese la briga di scrivercela su nel Codice Atlantico. Le Cascate dell'Acquafraggia, a Borgonuovo di Piuro, a pochi minuti da Chiavenna, sono visibili già dalla strada — ma fermarsi solo a guardarle dal basso sarebbe un peccato. Il bello comincia quando decidi di salire.
Come arrivare e cosa aspettarsi
Le cascate si trovano a Borgonuovo di Piuro, in provincia di Sondrio, a circa due ore da Milano in auto. Il parcheggio è segnalato e dal piazzale le cascate sono già davanti a te: il doppio salto del torrente Acquafraggia — il nome viene dal latino aqua fracta, acqua spezzata — è uno di quegli spettacoli che fanno effetto anche a chi di solito non si emoziona per le cascate. Il torrente nasce a 3.050 metri sul Pizzo di Lago, in uno spartiacque alpino da cui scendono fiumi che raggiungono tre mari diversi. Tutto quell'acqua, alla fine, passa da qui.
Un sentiero attrezzato all'interno del parco permette di avvicinarsi alle cascate e raggiungere le terrazze panoramiche. Con le scarpe giuste, in certi periodi è possibile guadare il torrente e vedere la cascata dal lato opposto — una sensazione che chi l'ha fatto descrive come stare "dentro" la cascata stessa. L'ingresso è gratuito per gran parte dell'anno: si paga 3€ nei weekend estivi, nei festivi da giugno a settembre e tutti i giorni dal 25 luglio al 31 agosto. Gratuito per residenti in Valchiavenna, disabili, over 75 e bambini sotto i 5 anni.
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La mulattiera per Savogno: vale la fatica
Dalle cascate parte la mulattiera storica che sale al borgo medievale di Savogno, a 932 metri di quota. Il percorso è fatto di gradini — oltre duemila, per chi ama i numeri — e si snoda tra castagni, betulle e larici fino a raggiungere un ripiano dove il tempo sembra essersi fermato al XV secolo. Il borgo era abitato tutto l'anno fino agli anni Sessanta; oggi si sale d'estate o nelle festività, per chi apprezza la solitudine e un ambiente naturale rimasto intatto.
Lassù trovi una chiesa consacrata nel 1465, un torchio da vino mastodontico nel nucleo delle stalle dei Ronchi e una fontana legata alla memoria della peste manzoniana. C'è anche un rifugio dove ci si siede, si ordina qualcosa di caldo e si guarda la valle dall'alto senza fretta. Per chi vuole fare un percorso ad anello, il consiglio è salire dal sentiero panoramico — più ripido ma più scenografico — e scendere lungo i gradoni della mulattiera. Tempo totale: circa due ore.
Appena rientrati a valle, un paio di chilometri oltre le cascate si trova il Crotto Quartino: pizzoccheri tipici della Valchiavenna — più simili a gnocchetti che alla versione valtellinese — conditi con formaggio di Piuro e tanto burro. Ottimi anche gli sciatt e i salumi locali. Il tipo di posto dove ci si siede senza fretta dopo una salita e si decide che tornarci è già nei piani.
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