Oltrepò Pavese: Castelli, Borghi e Tradizioni Invernali

Oltrepò Pavese d'Inverno: Borghi di Pietra, Castelli e il Calore della Tradizione

I migliori luoghi da visitare nell'Oltrepò Pavese a febbraio-marzo 2026 sono il Castello Visconteo di Pavia (aperto sabato e domenica 10:00-19:00), il Castello Dal Verme di Zavattarello (domeniche 11:00-16:00), l'Eremo di Sant'Alberto di Butrio e il Carnevale storico di Varzi (15 febbraio 2026). Tutti raggiungibili in giornata da Milano, con eccellenze enogastronomiche riconosciute dalla Guida Slow Food 2025: Prato Gaio a Montecalvo Versiggia (chef Giorgio Aleotti, il Tempio del Risotto al Pinot Nero vinificato in rosso), Buscone a Bosmenso di Varzi (gestione familiare femminile e Salame DOP stagionato nelle celebri cantine naturali), Osteria del Campanile a Torrazza Coste (tra i vigneti delle prime colline, Ravioli tradizionali e Presidi Slow Food).

Tabella Riassuntiva: Weekend nell'Oltrepò Pavese (Febbraio-Marzo 2026)

Destinazione Evento/Attrazione Principale Dove Mangiare (Slow Food 2025) Prodotto Tipico
Pavia Castello Visconteo e Musei Civici Pasticceria Vigoni (dal 1878) Zuppa alla Pavese, Torta Paradiso
Montecalvo Versiggia Colline dei vigneti DOC Prato Gaio (Chiocciola Slow Food) Risotto mantecato al Pinot Nero
Bosmenso di Varzi Carnevale Storico 15 Febbraio 2026 Buscone (gestione femminile) Salame di Varzi DOP
Torrazza Coste Colline vitivinicole dell'Oltrepò Osteria del Campanile (Presidi Slow Food) Ravioli fatti a mano
Retorbido Rito del Paiolo di Rame - 8 Marzo 2026 Sagra popolare con polenta tradizionale Polenta con stracotto
Zavattarello Castello Dal Verme (Borgo più bello d'Italia) Trattorie del borgo medievale Salame di Varzi DOP, formaggi locali

Sabato: Pavia, tra Fasti Viscontei e Segreti Longobardi

La Gita: Il Castello e i Tesori Nascosti

Il viaggio nell'Oltrepò Pavese inizia dalla "Città delle cento torri", dove il Castello Visconteo vi accoglie con la sua imponenza quattrocentesca. Questo gioiello architettonico ospita i Musei Civici, con collezioni che spaziano dall'epoca romana al Rinascimento.

Borgo medievale dell'Oltrepò Pavese con case in pietra e architettura storica lombarda

Cosa vedere nel dettaglio:

I Musei Civici meritano ben più di una rapida occhiata al cortile. Dedicate tempo alla Sezione Longobarda, essenziale per comprendere l'anima profonda della città: custodisce reperti del VII-VIII secolo che testimoniano il ruolo di Pavia come capitale del Regno Longobardo. Non perdete lo straordinario modello ligneo del Duomo, un capolavoro di pazienza artigianale del XVIII secolo che mostra il progetto originale della cattedrale.

La chicca per risparmiare: Se capitate la prima domenica del mese, il biglietto dei musei vi regala l'accesso gratuito alla Cripta di Sant'Eusebio in Piazza Leonardo da Vinci, visitabile dalle 14:30 alle 17:30. Un gioiello sotterraneo romanico che pochi turisti conoscono, con affreschi del XII secolo perfettamente conservati.

Consigli pratici:

  • Parcheggio strategico: Il Parcheggio di Viale XI Febbraio è la vera porta d'accesso per chi visita il Castello Visconteo e la vicina Università di Pavia. Situato esattamente di fronte all'ingresso del castello, rappresenta il punto di partenza ideale per esplorare il centro storico senza stress
  • Orari Castello: Sabato e domenica 10:00-19:00 (biglietteria chiude alle 17:30)
  • Tempo di visita: Minimo 2-3 ore per castello e centro storico
  • Alternativa parcheggio: Parcheggio Verdi (a pagamento) a 8 minuti a piedi dal castello
  • Quando evitare: Prima domenica del mese può essere affollata per le visite gratuite

Dove Mangiare: Il Tempio della Tradizione Pavese

Pasticceria Vigoni (Pavia) - www.tortavigoni.com
Questa è l'unica sosta obbligatoria per chi vuole assaggiare la Torta Paradiso originale. Fondata da Enrico Vigoni nel 1878, la pasticceria occupa una posizione storica proprio di fronte all'Ateneo di Pavia, ed è stata per generazioni il punto di ritrovo degli studenti universitari.

La Torta Paradiso qui non è solo un dolce, è LA torta di Pavia: soffice, profumata agli agrumi con una texture che ricorda le nuvole. Nel 1911 conquistò la medaglia d'oro all'Esposizione Internazionale di Roma, consacrando definitivamente la ricetta Vigoni come simbolo della pasticceria lombarda. L'impasto - a base di farina, burro, zucchero, uova e scorza di limone - viene ancora lavorato seguendo il metodo tradizionale che garantisce quella leggerezza inconfondibile.

Oltre alla Torta Paradiso, non perdete i biscotti di pasta frolla e le paste secche da accompagnare con un caffè o, meglio ancora, con un bicchiere di Sangue di Giuda DOC.

Orari: Mar-Dom 7:30-13:00 / 15:30-19:30 (lunedì chiuso)
Da portare a casa: La torta si conserva per 3-4 giorni in scatola di latta

Il Piatto Storico: La Zuppa alla Pavese

Prima di lasciare Pavia, è doveroso conoscere la Zuppa alla Pavese, il piatto che racconta cinque secoli di storia cittadina. La ricetta originale è stata depositata con atto notarile presso la Camera di Commercio di Pavia nel 2015 per tutelarne l'autenticità contro le imitazioni.

Gli ingredienti della ricetta tradizionale sono pochi ma categorici:

  • Brodo di carne (manzo, gallina, verdure) bollente
  • Pane raffermo tagliato a fette sottili e tostato (o rosolato nel burro)
  • Burro di alta qualità
  • Formaggio grana padano grattugiato abbondantemente
  • Uova fresche intere

La preparazione codificata: Nel piatto fondo si dispongono le fette di pane tostate e imbevute di burro fuso, si cosparge di grana grattugiato, si aggiungono le uova fresche crude (una o due per porzione) e si versa sopra il brodo di carne bollente. Il calore del brodo cuoce delicatamente le uova, creando un tuorlo morbido avvolto dall'albume appena rappreso. Il risultato è una zuppa ricca, sostanziosa, di grande eleganza rustica.

La leggenda storica: Si narra che il piatto nacque nel febbraio del 1525, dopo la Battaglia di Pavia in cui Francesco I di Francia fu sconfitto e catturato dalle truppe imperiali di Carlo V. Una contadina locale, trovandosi il re francese ferito e affamato nella sua cascina, improvvisò questa zuppa con gli unici ingredienti disponibili: uova, pane raffermo, burro e brodo. Francesco I la apprezzò talmente che la portò con sé in Francia, dove divenne nota come "soupe à la pavesane".

Dove assaggiarla: Molte trattorie pavesi la propongono, ma verificate sempre che rispettino la ricetta depositata: brodo bollente versato sulle uova crude, mai uova in camicia preparate a parte.

Cosa Comprare: Formaggi e Salumi del Territorio

Il Grana Padano DOP prodotto nel Pavese è il formaggio principe della zona. Cercate le forme stagionate oltre 24 mesi per un sapore intenso e la caratteristica presenza di cristalli croccanti di tirosina. Acquistatelo nelle salumerie storiche del centro come la Salumeria Artigiana Rognoni in Corso Cavour, dove il personale è esperto e disposto a far assaggiare prima dell'acquisto.


L'Alta Gastronomia dell'Oltrepò: I Ristoranti Slow Food 2025

Prato Gaio (Montecalvo Versiggia) - Il Tempio del Risotto 🐌

Riconosciuto dalla Guida Slow Food 2025 con il simbolo della Chiocciola (massimo riconoscimento per qualità, territorio e ospitalità), Prato Gaio è una tappa imprescindibile per chi vuole comprendere l'anima gastronomica dell'Oltrepò Pavese.

Lo chef Giorgio Aleotti porta avanti una cucina radicata nel territorio collinare, dove il risotto diventa protagonista assoluto. Il piatto simbolo è il Risotto mantecato al Pinot Nero dell'Oltrepò vinificato in rosso: un'alchimia perfetta tra il riso Carnaroli locale, il vino rosso delle colline circostanti (lo stesso vitigno Pinot Nero che l'Oltrepò rende celebre anche nella versione spumantizzata Metodo Classico) e il burro di malga che crea una cremosità vellutata. La mantecatura è eseguita con maestria quasi religiosa: il risotto deve "respirare", ondeggiare nel piatto senza mai risultare colloso.

Altri piatti imperdibili:

  • Risotto con rane di fiume - Omaggio alla tradizione fluviale pavese, con rane provenienti dalle risaie della pianura
  • Agnolotti dell'Oltrepò ripieni di stracotto di manzo, serviti al burro e salvia
  • Coniglio in umido con olive taggiasche e patate dell'Appennino

La cantina: Oltre 300 etichette, con focus assoluto sui vini dell'Oltrepò Pavese. Qui potete scoprare il Pinot Nero Metodo Classico che sta conquistando i mercati internazionali, ma anche rarità come il Buttafuoco Storico e le migliori versioni del Sangue di Giuda DOC.

Dettagli pratici:
Prenotazione: Obbligatoria, soprattutto nei weekend
Orari: Pranzo e cena, chiuso lunedì e martedì
Dress code: Casual elegante
Accessibilità: Parcheggio privato, locale accessibile

Buscone (Bosmenso di Varzi) - Il Salame DOP in Mani Femminili 🐌

Nella frazione di Bosmenso, a pochi chilometri dal centro medievale di Varzi, il Buscone rappresenta un unicum nel panorama gastronomico dell'Oltrepò: è un ristorante a gestione familiare storica (famiglia Buscone) con una forte impronta femminile, che ha fatto della valorizzazione del Salame di Varzi DOP la propria missione.

Ciò che rende speciale questo indirizzo è il legame diretto con i produttori e il territorio di Bosmenso: il Salame di Varzi servito qui viene stagionato nelle cantine naturali celebri per il microclima ideale, gli stessi ambienti in pietra dove per secoli i salumai varzesi hanno affinato i loro insaccati. L'umidità naturale, la temperatura costante e la ventilazione controllata di queste cantine storiche creano le condizioni perfette per una stagionatura che può superare i 90 giorni nei pezzi più grandi.

Il menu del Buscone celebra il maiale in tutte le sue declinazioni:

  • Tagliere di Salumi di Varzi DOP - Include salame (dolce e piccante), coppa, pancetta arrotolata e la preziosa Mustardela (insaccato di fegato speziato da spalmare su schita calda)
  • Pisarei e Fasò - Gnocchetti di pane raffermo con fagioli borlotti in umido, piatto povero della tradizione contadina
  • Malfatti al ragù di cinghiale - Gnocchi rustici con sugo di selvaggina dell'Appennino
  • Stracotto di manzo al Buttafuoco - Cotto per ore nel vino rosso dell'Oltrepò, servito con polenta bramata

La merenda autentica: Su prenotazione, il Buscone organizza la Schita con Salame di Varzi, la merenda tradizionale dell'Oltrepò. La schita è una focaccia bianca cotta su pietra, servita calda e abbinata a salame appena affettato e un bicchiere di Barbera giovane. Un'esperienza semplice ma memorabile, che racconta la cultura popolare di queste valli.

Dettagli pratici:
Prenotazione: Consigliata nei weekend e durante il Carnevale (15 febbraio)
Orari: Pranzo e cena, chiuso mercoledì
Acquisto prodotti: Possibilità di acquistare Salame di Varzi DOP sottovuoto
Atmosfera: Rustica e familiare, ideale per gruppi e famiglie

Osteria del Campanile (Torrazza Coste) - I Presidi Slow Food tra le Vigne 🐌

Tra i vigneti delle prime colline dell'Oltrepò, nella zona vitivinicola che separa la pianura dalle montagne dell'Appennino, l'Osteria del Campanile è un presidio gastronomico che custodisce i sapori più autentici del territorio. Il locale ha ricevuto il riconoscimento Slow Food per l'impegno nella valorizzazione dei Presidi locali e delle produzioni a rischio di estinzione.

Lo chef lavora esclusivamente con produttori locali, creando un menu che cambia con le stagioni e rispecchia fedelmente il territorio circostante. In inverno, quando le colline sono avvolte nella nebbia e le temperature scendono sotto zero, l'osteria diventa un rifugio dove riscoprire i sapori della cucina tradizionale dell'Oltrepò.

I piatti simbolo:

  • Ravioli di Torrazza Coste - Fatti a mano con ripieno di erbette selvatiche (borragine, ortica) e ricotta di capra locale, conditi con burro fuso e salvia
  • Salame di Varzi DOP stagionato 12 mesi - Proveniente dai produttori locali, con stagionatura prolungata che regala una sapidità complessa
  • Agnolotti dell'Oltrepò - Ripieni di stracotto di manzo, tradizione delle colline pavesi
  • Formaggi del territorio - Selezione di tome di alpeggio, robiole fresche e formaggette stagionate, servite con miele di castagno e mostarda

I Presidi Slow Food: L'osteria propone prodotti inseriti nel catalogo dei Presidi, tra cui la Pera Volpina (utilizzata in composte e mostarde), il Salame di Varzi DOP da allevamenti allo stato brado e i fagioli Borlotti di Bagnaria, una varietà storica recuperata grazie al lavoro di agricoltori locali.

L'ambiente: Pietra a vista, travi in legno, camino acceso. L'atmosfera è quella di una casa di montagna dove il tempo rallenta. Il servizio è curato e attento, con la proprietaria che spiega personalmente la provenienza di ogni ingrediente.

Dettagli pratici:
Prenotazione: Obbligatoria (l'osteria ha pochi coperti)
Orari: Solo pranzo domenica, cena venerdì e sabato (verificare aperture infrasettimanali)
Come arrivare: Torrazza Coste si trova nelle prime colline vitivinicole dell'Oltrepò, a circa 30 minuti da Varzi, strada panoramica tra i vigneti ben asfaltata
Particolarità: Possibilità di acquistare prodotti locali direttamente dai produttori segnalati dall'osteria

Piatto tradizionale di polenta dell'Oltrepò Pavese servita con salame di Varzi DOP e vino rosso Sangue di Giuda

Domenica: Il Fascino Sospeso di Zavattarello e la Pace dell'Eremo

La Gita: Il Castello Dal Verme

Lasciata la città, le strade si inerpicano tra le colline dove la pietra locale racconta secoli di architettura rurale. Zavattarello, inserito tra i "Borghi più belli d'Italia", è dominato dal Castello Dal Verme, una rocca leggendaria che sfida il cielo dall'alto del borgo.

Storia e leggenda: Il castello fu residenza di Jacopo Dal Verme, capitano di ventura del XIV secolo al servizio dei Visconti. Le sue mura hanno visto assedi, battaglie e intrighi nobiliari. La leggenda narra che nei sotterranei si aggiri ancora il fantasma di Pietro Dal Verme, assassinato nel 1485.

La visita guidata: Fino a marzo il castello apre ogni domenica dalle 11:00 alle 16:00 con visite guidate obbligatorie (ultimo ingresso ore 15:00). Il percorso include le sale affrescate, la torre panoramica e le prigioni medievali. Durata: circa 60 minuti.

Il consiglio del fotografo: Scegliete l'ultimo turno delle 15:00. La luce dorata del pomeriggio invernale trasforma le mura fortificate in un palcoscenico da fiaba, perfetto per scatti Instagram memorabili. Dalla torre si domina tutta la vallata fino all'Appennino.

Consigli pratici:

  • Parcheggio: Parcheggio gratuito ai piedi del borgo, 5 minuti a piedi dal castello (salita ripida su sampietrini)
  • Biglietto: €8 intero, €5 ridotto (under 18 e over 65)
  • Orari 2026: Domenica 11:00-16:00 (periodo invernale fino a marzo)
  • Accessibilità: Sconsigliato a persone con difficoltà motorie (scale ripide e strette)
  • Borgo: Dedicate 30 minuti per passeggiare tra i vicoli medievali e le botteghe artigiane

L'Eremo di Sant'Alberto di Butrio: Spiritualità tra i Monti

A 25 minuti da Zavattarello, l'Eremo di Sant'Alberto di Butrio è un luogo dove il tempo si ferma, incastonato tra i monti come un segreto custodito per secoli. Fondato nel 1030, questo complesso monastico include una chiesa romanica, un chiostro quattrocentesco e la grotta dove visse l'eremita Alberto.

Nota importante sulla viabilità: Per raggiungerlo senza sorprese, evitate le strade secondarie dissestate segnalate dal navigatore. Partite da Ponte Nizza e seguite Via per Sant'Alberto, 59. L'itinerario è stato asfaltato di recente: la strada è agibile per qualsiasi auto (anche city car) e vi condurrà dolcemente fino al parcheggio dell'eremo.

Consigli pratici:

  • Accesso: Da Ponte Nizza, Via per Sant'Alberto 59 (strada asfaltata, 15 minuti)
  • Orari: Generalmente aperto tutti i giorni in orario diurno (verificare in loco)
  • Tempo di visita: 45-60 minuti per eremo e sentieri circostanti
  • Abbigliamento: Scarpe da trekking o sneakers comode, giacca a vento (può essere ventoso)
  • Servizi: Nessun bar o ristorante in loco, portate acqua e snack

Dove Mangiare a Zavattarello: Cucina Casalinga del Borgo

Molte trattorie del borgo medievale propongono menu con Salame di Varzi DOP e polenta tradizionale. Chiedete sempre la provenienza del salame e verificate che sia certificato DOP. Tra i piatti tipici trovate la Polenta concia con formaggi locali fusi (taleggio, gorgonzola, robiola) e salsiccia alla griglia, servita in ambiente rustico con camino acceso.

Cosa Comprare: Il Salame di Varzi DOP

Il Salame di Varzi DOP è il prodotto principe dell'Oltrepò Pavese, riconosciuto con Denominazione di Origine Protetta dal 1989. Si distingue per la grana fine, il colore rosso rubino e il sapore dolce con retrogusto leggermente agliato. La stagionatura minima è di 45 giorni per i pezzi piccoli, fino a 90 giorni per quelli grandi.

Dove acquistarlo:

  • Salumificio Montagna (Varzi) - Produzione artigianale dal 1925, vendita diretta in azienda
  • Salumeria Bertola (Centro storico Varzi) - Selezione di salumi DOP con degustazione gratuita
  • Consorzio Tutela Salame di Varzi - Presso la sede a Varzi trovate l'elenco dei produttori certificati
  • Buscone (Bosmenso di Varzi) - Possibilità di acquistare il salame stagionato nelle cantine naturali, sottovuoto

Oltre al salame, provate la Mustardela, un insaccato tipico di fegato e spezie, ideale spalmato su schita calda o pane tostato.


L'Agenda del Gusto: Eventi da Segnare in Rosso

Carnevale di Varzi – Domenica 15 Febbraio 2026

Il borgo medievale di Varzi esplode in una sfilata storica che profuma di allegria e tradizione. Maschere tradizionali lombarde, gruppi folkloristici e carri allegorici animano le vie del centro dall'ora di pranzo fino al tramonto. Tra le tradizioni più sentite c'è il rito della Pentolaccia, dove i bambini mascherati cercano di rompere il pignatta piena di dolciumi e sorprese.

Dettagli evento:

  • Data: Domenica 15 febbraio 2026
  • Orario sfilata: 14:30-17:00 circa
  • Ingresso: Gratuito
  • Punto migliore: Piazza Umberto I per vedere i carri in movimento

È l'occasione perfetta per assaggiare il celebre Salame di Varzi DOP direttamente dai produttori locali che allestiscono bancarelle nel centro storico. Il Buscone a Bosmenso (a pochi km dal centro di Varzi) propone menu speciali a base di polenta, salumi e dolci di Carnevale. Prenotazione obbligatoria per questa data.

Il Rito del Paiolo di Rame: 106° Polentone di Retorbido – 8 Marzo 2026

Una sagra che è molto più di una festa gastronomica: è il Rito del Paiolo di Rame che chiude simbolicamente l'inverno e apre le porte alla primavera. La polenta viene ancora cucinata nel grande paiolo di rame secondo la tradizione centenaria, mescolata con il bastone di nocciolo per ore fino a raggiungere la consistenza perfetta.

L'edizione 2026 cade strategicamente nel weekend della Festa della Donna (sabato 8 marzo), offrendo l'occasione perfetta per una gita primaverile nell'Oltrepò quando le colline iniziano a rifiorire e le temperature si fanno più miti.

Il rito: La preparazione inizia all'alba. Il paiolo - in rame stagnato, con una capacità di centinaia di litri - viene riempito d'acqua e sale. Quando bolle, si versa la farina di mais bramata a pioggia, mescolando continuamente in senso orario con il bastone. La cottura dura 3-4 ore, durante le quali la polenta deve essere mescolata senza sosta per evitare grumi e bruciature. Il risultato è una polenta dorata, cremosa, profumata, che viene servita fumante accompagnata da sugo di stracotto, salsiccia, formaggi locali e verdure in umido.

Dettagli evento:

  • Data: Sabato 8 marzo 2026
  • Luogo: Retorbido (PV), piazza centrale
  • Orario: Dalle 11:00 (inizio distribuzione polenta ore 12:30)
  • Piatto tipico: Polenta con sugo di stracotto, salsiccia, formaggi locali
  • Atmosfera: Festa popolare con musica, bancarelle artigianali e degustazioni
  • Abbinamento consigliato: Dopo il pranzo, visita alla Big Bench n. 138 di Retorbido (5 minuti dal centro)

L'Abbinamento da Provare: Dolci di Carnevale e Sangue di Giuda DOC Oltrepò Pavese

In questo periodo di dolci carnevaleschi, concedetevi il pairing locale per eccellenza: chiacchiere e tortelli (fritti e spolverati di zucchero a velo) accompagnati da un calice di Sangue di Giuda DOC Oltrepò Pavese.

🍷 L'Eccellenza del Territorio: Sangue di Giuda DOC Oltrepò Pavese

Il Sangue di Giuda DOC Oltrepò Pavese è un vino rosso dolce e vivace che rappresenta una delle espressioni più originali e rare della viticoltura lombarda. Prodotto con un blend raffinato di uve Croatina e Barbera raccolte a piena maturazione sui pendii più soleggiati dell'Oltrepò, questo vino conquista per la sua eleganza briosa.

Caratteristiche sensoriali distintive:

  • Perlage: Fine e persistente, che accarezza il palato senza mai risultare invadente
  • Aromi primari: Intensi profumi di ciliegia matura e fragola, con sentori di frutti di bosco
  • Note speziate: Lievi sensazioni di cannella, chiodi di garofano e pepe rosa che aggiungono complessità
  • Colore: Rosso rubino brillante con riflessi violacei, vivace e invitante
  • Sapore: Dolce ma mai stucchevole, con freschezza data dalla leggera effervescenza naturale
  • Grado alcolico: 7-8%, perfetto per accompagnare i dolci senza appesantire

Abbinamenti consigliati dalla tradizione:

  • Dolci di Carnevale: Chiacchiere, tortelli fritti, frittelle, ravioli dolci
  • Dessert secchi: Biscotti di pasta frolla, cantucci, amaretti, crostate
  • Torte classiche: La Torta Paradiso di Vigoni trova in questo vino il compagno ideale
  • Frutta fresca: Fragole, pesche, macedonie, crostate di frutta
  • Formaggi erborinati: Gorgonzola dolce, per un abbinamento che valorizza dolcezza e sapidità

La leggenda del nome: La tradizione narra che Giuda Iscariota, dopo il tradimento di Cristo, si nascose in queste vigne dell'Oltrepò cercando rifugio. Il vino rosso, dolce ma con una punta di amaro, ricordava il sangue versato e il rimorso del traditore. Un nome evocativo e drammatico per un vino che conquista al primo sorso con la sua dolcezza briosa.

Temperatura di servizio: 10-12°C, servito fresco ma non ghiacciato, in calici da vino rosso di media capacità.

Dove acquistarlo:

  • Cantina Sociale di Santa Maria della Versa - Produzione cooperativa con oltre 1000 soci viticoltori, vendita diretta e degustazioni
  • Tenuta Mazzolino - Cantina boutique con degustazione su prenotazione, selezione di etichette premium
  • Enoteca La Vineria (Pavia centro) - Selezione curata di etichette dell'Oltrepò, possibilità di consigli personalizzati
  • Presso Prato Gaio (Montecalvo Versiggia) - Cantina del ristorante con oltre 300 etichette locali

Curiosità enologica: Il Sangue di Giuda appartiene alla famiglia dei vini "frizzanti dolci" rossi, una tipologia quasi esclusiva dell'Oltrepò Pavese. Mentre la maggior parte delle regioni italiane produce vini dolci bianchi (Moscato, Passiti), l'Oltrepò ha sviluppato questa tradizione unica di rossi dolci vivaci, ideali per accompagnare i dolci della tradizione contadina.


Oltrepò da Instagram: Il Tour delle Panchine Giganti

Per chi ama i panorami (e i like sui social), l'Oltrepò Pavese ospita diverse Big Bench del circuito ufficiale Big Bench Community Project, tutte segnalate da VisitPavia. Tre tappe imperdibili:

Panchina n. 135 - Casteggio (Giallo Solare)

Situata sulle colline di Casteggio, questa panchina di un giallo brillante è perfetta per foto tra i filari in attesa della vendemmia. Anche in inverno, il paesaggio spoglio delle vigne crea geometrie suggestive che raccontano il lavoro dei viticoltori.

  • Colore: Giallo
  • Posizione: Località Mairano, Casteggio
  • Vista: Vigneti DOC dell'Oltrepò, colline fino all'Appennino
  • Parcheggio: Sterrato a 100 metri dalla panchina
  • Difficoltà accesso: Facile, sentiero pianeggiante
  • Abbinamento: Visita a una cantina di Casteggio (zona vocata per Pinot Nero)

Panchina n. 138 - Retorbido (Panoramica)

Strategica per chi partecipa al Polentone dell'8 marzo, offre una vista a 360° sulle colline coltivate. In inverno, se fortunati, potete ammirare le cime innevate dell'Appennino che fanno da sfondo alle vallate.

  • Colore: Rosso
  • Posizione: Retorbido, vicino al centro sportivo
  • Vista: Valle Staffora, borghi storici medievali
  • Quando andarci: Tramonto per luce calda, oppure dopo il Polentone (5 minuti dal centro)
  • Particolarità: Punto ideale per smaltire il pranzo con una passeggiata digestiva

Panchina n. 154 - Montalto Pavese: Il Belvedere del Pinot Nero

Questa è la panchina più spettacolare dell'Oltrepò, situata vicino al Belvedere di Montalto Pavese, uno dei punti panoramici più fotografati della zona. Regala una vista mozzafiato sulle terre del Pinot Nero, il vitigno principe dell'Oltrepò per la produzione di spumanti Metodo Classico che stanno conquistando i mercati internazionali.

La panchina è il punto di arrivo ideale dopo una passeggiata tra le cantine della zona: molti produttori organizzano visite guidate che terminano proprio qui, con un calice di Metodo Classico da degustare mentre il sole tramonta sulle colline.

  • Colore: Verde
  • Posizione: Località Belvedere, Montalto Pavese
  • Vista: Vigneti di Pinot Nero a perdita d'occhio, vallate fino al Po, skyline dell'Appennino
  • Parcheggio: Area attrezzata a 200 metri
  • Abbinamento perfetto: Visita cantina + degustazione Metodo Classico + panchina (percorso di mezz'ora a piedi tra i vigneti)
  • Quando andarci: Tramonto (17:00-18:00 in marzo) per luce dorata e foto memorabili
  • Livello Instagram: ⭐⭐⭐⭐⭐ (la più fotogenica dell'Oltrepò)

Info VisitPavia: Sul sito ufficiale di VisitPavia trovate la mappa interattiva con tutte le Big Bench dell'Oltrepò, coordinate GPS e suggerimenti di abbinamento con cantine e ristoranti della zona.

Big Bench Panchina Gigante verde numero 154 Belvedere Montalto Oltrepò Pavese con vista panoramica sui vigneti di Pinot Nero per spumante Metodo Classico DOCG

Suggerimenti Pratici per il Tuo Weekend Gourmet

Come organizzare il percorso gastronomico:

  • Weekend "Slow Food": Sabato pranzo a Prato Gaio (Montecalvo Versiggia) + pomeriggio a Pavia con sosta alla Pasticceria Vigoni + domenica pranzo al Buscone (Bosmenso di Varzi) o Osteria del Campanile (Torrazza Coste)
  • Weekend "Castelli e Tradizione": Sabato Pavia (Castello + Vigoni) + domenica Zavattarello (Castello Dal Verme) + Eremo Sant'Alberto
  • Weekend "8 marzo speciale": Polentone di Retorbido + Big Bench n. 138 + visita cantina a Montalto con Big Bench n. 154
  • Per le Big Bench: Pianifica 30-45 minuti a tappa (spostamenti + foto + eventuale degustazione)

Periodo migliore per la gastronomia:

  • Febbraio: Carnevale di Varzi (15/02) con menu speciali al Buscone, piatti invernali più sostanziosi (polenta, stufati, risotti), atmosfere autentiche
  • 8 marzo: Polentone di Retorbido, clima primaverile più mite (12-15°C), giornata perfetta per Big Bench tour
  • Infrasettimanale: Ristoranti Slow Food più tranquilli, possibilità di conversare con chef e proprietari

Cosa portare:

  • Scarpe comode da trekking per Eremo e Big Bench (sentieri sterrati)
  • Giacca a vento (le colline sono ventose anche a marzo)
  • Borsa termica capiente: Indispensabile per salumi (Salame Varzi DOP), formaggi (grana, tome), bottiglie di vino (Sangue di Giuda, Pinot Nero) nel viaggio di ritorno
  • Macchina fotografica o smartphone con batteria carica (panorami instagrammabili ovunque)
  • Contanti: Alcuni produttori artigianali e osterie di montagna non accettano carte
  • Prenotazioni confermate: Stampa o screenshot delle conferme ristoranti (obbligatorio per Prato Gaio e Campanile)

Distanze strategiche da Milano:

  • Pavia (Pasticceria Vigoni): 35 km (40 minuti)
  • Montecalvo Versiggia (Prato Gaio): 70 km (1h 5min)
  • Bosmenso di Varzi (Buscone): 90 km (1h 20min)
  • Torrazza Coste (Osteria Campanile): 60 km (55min)
  • Zavattarello (Castello): 85 km (1h 15min)
  • Retorbido (Polentone): 75 km (1h 10min)

Info Utili Riepilogo

Pavia – Musei Civici
Orari: Sabato e domenica 10:00-19:00 (biglietteria fino 17:30)
Prima domenica del mese: ingresso gratuito Cripta Sant'Eusebio (14:30-17:30)
Parcheggio: Viale XI Febbraio (porta d'accesso strategica)

Pasticceria Vigoni (Pavia)
Indirizzo: Di fronte all'Università di Pavia
Orari: Mar-Dom 7:30-13:00 / 15:30-19:30 (lunedì chiuso)
Specialità: Torta Paradiso originale (dal 1878)
Web: www.tortavigoni.com

Zavattarello – Castello Dal Verme
Orari: Domenica 11:00-16:00 (ultimo ingresso 15:00, fino a marzo)
Biglietto: €8 intero, €5 ridotto
Visite guidate obbligatorie (durata 60 min)

Ristoranti Slow Food 2025 (Prenotazione Obbligatoria)
- Prato Gaio (Montecalvo Versiggia) - Chef Giorgio Aleotti - Chiocciola Slow Food
- Buscone (Bosmenso di Varzi) - Gestione familiare femminile, cantine naturali storiche
- Osteria del Campanile (Torrazza Coste) - Tra i vigneti delle prime colline - Presidi Slow Food

Eventi 2026
- Carnevale di Varzi: Domenica 15 febbraio (14:30-17:00, ingresso gratuito)
- Rito del Paiolo di Rame - Polentone di Retorbido: Sabato 8 marzo (dalle 11:00)

Eremo di Sant'Alberto
Accesso: Da Ponte Nizza, Via per Sant'Alberto 59 (strada asfaltata)
Orari: Generalmente aperto tutti i giorni in orario diurno
Ingresso: Libero

Big Bench Oltrepò Pavese
Info e mappa: VisitPavia (sito ufficiale)
Panchine consigliate: n. 135 Casteggio, n. 138 Retorbido, n. 154 Montalto (Belvedere Pinot Nero)


Conclusione: L'Oltrepò Pavese da Assaporare Lentamente

L'Oltrepò Pavese d'inverno non è una meta da attraversare di corsa. È un territorio da assaporare lentamente, come il vino che produce: con pazienza, curiosità e il piacere di perdersi tra borghi che sembrano disegnati dalla memoria e ristoranti che custodiscono sapori centenari.

Ogni luogo offre un'esperienza diversa: Pavia per chi ama la storia con la sua Zuppa alla Pavese tutelata per atto notarile e la Torta Paradiso premiata nel 1911; Prato Gaio a Montecalvo Versiggia per scoprire il Tempio del Risotto dello chef Giorgio Aleotti riconosciuto da Slow Food; Buscone a Bosmenso di Varzi per vivere la tradizione del Salame DOP con gestione familiare femminile e le celebri cantine naturali; Osteria del Campanile a Torrazza Coste per i Presidi Slow Food tra i vigneti delle prime colline; Zavattarello per gli appassionati di castelli e leggende medievali; l'Eremo per chi cerca silenzio e spiritualità; Retorbido per vivere l'8 marzo in modo diverso con il Rito del Paiolo di Rame.

Le Big Bench - specialmente la n. 154 al Belvedere del Pinot Nero di Montalto - aggiungono un tocco contemporaneo a un territorio antico, creando il ponte perfetto tra tradizione enogastronomica e fotografia da social. I sapori - dal Salame di Varzi DOP stagionato 12 mesi al Sangue di Giuda DOC Oltrepò Pavese con il suo blend di Croatina e Barbera - raccontano secoli di cultura contadina custodita con orgoglio da produttori artigianali e chef che hanno scelto la strada della qualità.

Quale esperienza dell'Oltrepò ti incuriosisce di più? Il Carnevale storico di Varzi il 15 febbraio con menu speciali al Buscone di Bosmenso, il Rito del Paiolo di Rame a Retorbido l'8 marzo, un pranzo gourmet a Prato Gaio tra i vigneti, la visita al Castello Dal Verme, oppure il tour delle Panchine Giganti con degustazione di Metodo Classico al Belvedere di Montalto?

Lascia un commento e condividi la tua prossima meta gastronomica! Se vuoi consigli personalizzati sui migliori ristoranti Slow Food dell'Oltrepò, sugli abbinamenti vino-cibo, o una mappa interattiva con percorsi tra cantine, trattorie e Big Bench, scrivilo qui sotto: creerò una guida su misura per il tuo weekend gourmet!

Vuoi provare la Schita con Salame di Varzi DOP, la merenda autentica dell'Oltrepò? Prenota al Buscone a Bosmenso e chiedi la merenda tradizionale: un'esperienza semplice ma memorabile che racconta la cultura popolare di queste valli.

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