Napovegano: il menu vegano che sa di Napoli (e di casa)
A Milano, da SINE by Di Pinto, è arrivato Napovegano. Un menu completamente vegano che non cerca di essere trendy, ma autentico. Anzi, antichissimo. Lo chef Roberto Di Pinto, napoletano verace, ha deciso di rispolverare la cucina delle nonne – quella fatta di verdure, pane raffermo e fantasia – e di portarla in tavola con tecnica e cuore.
“Ho voluto tornare a quando a Napoli si cucinava quasi solo con quello che dava la terra. Non è un menu vegano moderno: è un menu antico,” dice lo chef. E infatti in questo percorso non c’è nulla di artificiale: c’è memoria, gusto, e tanto rispetto per le origini.
Per costruire questo viaggio, Di Pinto si è fatto affiancare da Lorenzo Biagiarelli, esperto di cucina vegetale, e da Gennaro Gagliano, fondatore della Macelleria Vegana di Napoli. Insieme hanno ideato un piatto-simbolo: Agnello fujuto. Niente carne, ma tutto il sapore della Pasqua napoletana, rievocato con ingredienti vegetali e una buona dose di nostalgia.
Il menu è un piccolo spettacolo, fatto di piatti che sembrano raccontare storie:
- Frisella liquida e Pizzetta fritta green, per cominciare.
- Una scarola ‘mbuttunata che diventa sucrine.
- Gli gnocchi alla sorrentina, ovviamente plant-based.
- Il Miracolo a Milano, omaggio a San Gennaro con stampa d'artista.
- E per chiudere, Una tristissima macedonia di frutta – che poi così triste non è.
Prezzo: €130, bevande escluse.
Gli altri menu di SINE: per chi vuole cambiare rotta
Non solo Napovegano. Da SINE ci sono anche due menu “di casa” che cambiano con le stagioni, ma restano fedeli all’identità dello chef.
SINE TEMPORE (€115): la comfort zone di Di Pinto. Parmigiana, pesce, scarpetta. E una novità: Triglia in crosta di pasta, omaggio ai film italoamericani. Si chiude con l'amato dessert Eruzione di limone.
SINE CONFINI (€160): per chi ama viaggiare col palato. Dalla Capasanta tropicale ispirata a Mauritius alla Foresta Nera rivisitata, ogni piatto è una tappa.
Lo chef: chi è Roberto Di Pinto
Napoli gli scorre nelle vene, ma la sua cucina ha fatto il giro del mondo. Di Pinto comincia nella pasticceria Scaturchio, poi passa da hotel di lusso, Nobu, Parigi, la Torre del Saracino, il Bulgari. E infine realizza il suo sogno: SINE, un ristorante che è tutto suo.
Oggi è anche volto tv e social, ma la sua vera forza resta nel piatto. Con Napovegano, rende omaggio al passato usando testa, mani e cuore. E dimostra che anche senza carne, un piatto può avere l’anima.
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