Per festeggiare assieme a tutto il Paese la Festa della Repubblica e celebrare il tanto sospirato ritorno alla normalità, il FAI apre a contributo libero volontario i suoi Beni martedì 2 giugno, per offrire ai visitatori, in un’occasione così solenne, una giornata speciale nei luoghi meravigliosi di cui si prende cura in tutta Italia, rappresentativi del nostro inestimabile patrimonio storico, artistico e paesaggistico in cui la Nazione intera si riconosce e si ritrova.
Con queste parole l’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il 2 giugno del 2001, annunciava il ripristino della Festa per commemorare la prima votazione a suffragio universale avvenuta subito dopo la Seconda Guerra Mondiale – il 2 e 3 giugno 1946 – quando gli italiani furono chiamati alle urne a scegliere la propria forma di governo tra monarchia e repubblica. Nacque allora la Repubblica Italiana.
Si chiudeva così uno dei capitoli più drammatici del Novecento, e gli italiani guardavano finalmente con fiducia e speranza alla rinascita del Paese; oggi come allora, dopo la pandemia che ci ha dolorosamente colpiti, gli Italiani possono e devono tornare a guardare avanti tutti insieme, riscoprendo quello spirito identitario che caratterizza una nazione. Una volta di più torniamo a riconoscere nel 2 giugno “una data unificante, un giorno a sigillo di una comunità nazionale”, come si augurava il Presidente Ciampi.
Per ritrovare quello spirito, il giorno della Festa della Repubblica abbiamo deciso di aprire i nostri Beni rinunciando al biglietto d’ingresso e affidandosi alla generosità dei visitatori, per celebrare tutti insieme, dopo la lunga chiusura, la forza dell’Italia che finalmente inizia a guardare con slancio e speranza al domani. Un’occasione speciale, alla quale aderire prenotandosi sul sito www.ibenidelfai.it.
A partire dal 2 giugno, inoltre, medici, infermieri e personale sanitario che visiteranno i Beni o parteciperanno agli eventi nazionali organizzati dalla Fondazione potranno ricevere in omaggio la tessera di iscrizione annuale al FAI, presentando in loco i documenti attestanti la propria professione. Un gesto concreto e tangibile con cui la Fondazione intende mostrare la sua gratitudine nei confronti di chi ha operato in prima linea per la salvezza di tutti noi durante l’emergenza sanitaria, con lo stesso valore di chi in passato ha combattuto per la difesa del Paese.
Infine, per sottolineare e ribadire con forza anche in questa occasione quanto il voto sia in primis un dovere civico ma anche una straordinaria opportunità per determinare il nostro futuro, invitiamo tutti – attraverso le parole del suo Presidente Andrea Carandini – a partecipare al censimento de I Luoghi del Cuore:
«Il 2 giugno celebriamo il primo suffragio universale di Italiane e Italiani, e la rinascita dell’Italia in forma di Repubblica. Nella ricorrenza di quest'anno il FAI ripropone alla società civile un suffragio universale spontaneo che consente ai cittadini di votare per i propri luoghi del cuore. Questi luoghi rappresentano il volto della Patria che oggi prediligiamo e che intendiamo risanare e redimere. Così dopo aver protetto nei mesi trascorsi noi stessi, tutti chiusi in casa, possiamo proteggere la madre terra e i suoi paesaggi i cui fulcri sono i monumenti della natura, della storia e dell’arte. È il passato da vedere e in cui vivere - insieme a quello da leggere e da ascoltare - che conferisce alla vita durata, significato e bellezza, preparando così le persone a progettare un futuro che sia almeno degno delle passate civiltà e possibilmente migliore.»
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Con queste parole l’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il 2 giugno del 2001, annunciava il ripristino della Festa per commemorare la prima votazione a suffragio universale avvenuta subito dopo la Seconda Guerra Mondiale – il 2 e 3 giugno 1946 – quando gli italiani furono chiamati alle urne a scegliere la propria forma di governo tra monarchia e repubblica. Nacque allora la Repubblica Italiana.
Si chiudeva così uno dei capitoli più drammatici del Novecento, e gli italiani guardavano finalmente con fiducia e speranza alla rinascita del Paese; oggi come allora, dopo la pandemia che ci ha dolorosamente colpiti, gli Italiani possono e devono tornare a guardare avanti tutti insieme, riscoprendo quello spirito identitario che caratterizza una nazione. Una volta di più torniamo a riconoscere nel 2 giugno “una data unificante, un giorno a sigillo di una comunità nazionale”, come si augurava il Presidente Ciampi.
Per ritrovare quello spirito, il giorno della Festa della Repubblica abbiamo deciso di aprire i nostri Beni rinunciando al biglietto d’ingresso e affidandosi alla generosità dei visitatori, per celebrare tutti insieme, dopo la lunga chiusura, la forza dell’Italia che finalmente inizia a guardare con slancio e speranza al domani. Un’occasione speciale, alla quale aderire prenotandosi sul sito www.ibenidelfai.it.
A partire dal 2 giugno, inoltre, medici, infermieri e personale sanitario che visiteranno i Beni o parteciperanno agli eventi nazionali organizzati dalla Fondazione potranno ricevere in omaggio la tessera di iscrizione annuale al FAI, presentando in loco i documenti attestanti la propria professione. Un gesto concreto e tangibile con cui la Fondazione intende mostrare la sua gratitudine nei confronti di chi ha operato in prima linea per la salvezza di tutti noi durante l’emergenza sanitaria, con lo stesso valore di chi in passato ha combattuto per la difesa del Paese.
Infine, per sottolineare e ribadire con forza anche in questa occasione quanto il voto sia in primis un dovere civico ma anche una straordinaria opportunità per determinare il nostro futuro, invitiamo tutti – attraverso le parole del suo Presidente Andrea Carandini – a partecipare al censimento de I Luoghi del Cuore:
«Il 2 giugno celebriamo il primo suffragio universale di Italiane e Italiani, e la rinascita dell’Italia in forma di Repubblica. Nella ricorrenza di quest'anno il FAI ripropone alla società civile un suffragio universale spontaneo che consente ai cittadini di votare per i propri luoghi del cuore. Questi luoghi rappresentano il volto della Patria che oggi prediligiamo e che intendiamo risanare e redimere. Così dopo aver protetto nei mesi trascorsi noi stessi, tutti chiusi in casa, possiamo proteggere la madre terra e i suoi paesaggi i cui fulcri sono i monumenti della natura, della storia e dell’arte. È il passato da vedere e in cui vivere - insieme a quello da leggere e da ascoltare - che conferisce alla vita durata, significato e bellezza, preparando così le persone a progettare un futuro che sia almeno degno delle passate civiltà e possibilmente migliore.»
